Giacomo Salvucci è tornato ad intervistare il ciclista casettaro Diego Bracalente che, in forza al Team SCAP di Trodica di Morrovalle, ha appena cominciato il suo secondo anno da Juniores.

GS- Ciao Diego, intanto complimenti per il tuo rendimento nel corso dello scorso anno. Nel primo anno da Juniores hai già ottenuto vittorie e piazzamenti. Ti volevo chiedere innanzitutto com’è l’allenamento nella categoria Juniores?

DB – Ciao Giacomo. Per partecipare alla categoria Juniores (17-18 anni) l’allenamento è stato continuo e tuttora lo è per quasi tutto l’anno. Nel periodo invernale (da novembre a gennaio) normalmente si aggiunge anche un po’ di allenamento in palestra, per poi dedicarsi esclusivamente alla bici da gennaio fino a ottobre.

GS – Quali obiettivi ti sei prefissato per il 2022?

DB – Per il 2022 un obiettivo è sicuramente quello di migliorarsi, vincendo anche qualche gara di valore nazionale e internazionale. Poi l’obiettivo principale per  quest’anno è quello di partecipare a delle competizioni con la maglia della Nazionale.

GS – Quali sono le rinunce che un giovane della tua età fa pur di continuare a gareggiare e vincere?

DB – Alla categoria Juniores possono arrivare tutti; le rinunce sono comunque sono molte: il non uscire il sabato sera perché la domenica mattina si hanno gli allenamenti o la gara; il pomeriggio dei giorni festivi ugualmente, perché si è impegnati nell’allenamento; d’estate si va poco al mare perché stancherebbe. In più tutte le domeniche e le festività, partendo da metà marzo fino a metà ottobre, sono impegnate con le gare.

GS – La pandemia ha ancora delle ripercussioni su questa pratica sportiva oppure finalmente si guarda avanti con nuovi e importanti traguardi?

DB – Nel ciclismo la pandemia fa sempre paura, perché in una squadra vi sono 10-15 corridori che si allenano tutti insieme. Anche ora basta che prenda il covid una persona ed ecco che c’è il pericolo che abbia contagiato gli altri. Il problema è anche quello di dover stare fermi dieci giorni: una persona si è allenata con costanza tutto l’inverno, senza mai saltare un allenamento, poi prende il Covid e dopo dieci giorni quasi deve ricominciare da capo. Tuttavia adesso piano piano si sta migliorando. Le misure di sicurezza sono state allentate. Ad esempio ora si può assistere alle gare, mentre prima il pubblico non poteva essere presente.

GS – In futuro ti vedi come un ciclista?

DB – Sicuramente mi piacerebbe continuare a correre. Ma, se ciò non fosse possibile, vorrei anche fare il direttore sportivo… In realtà non saprei, perché ci vuole molta, ma molta pazienza.

GS – Grazie Diego e in bocca al lupo per tutto.

DB – Grazie a te Giacomo e a tutta la redazione del Casettaro.