recensione del libro “Il segreto di medusa” a cura di Cecilia Carella

Non pensate di conoscere la vera storia di Medusa. No, non è quella che avete letto su qualche libro di scuola o avete appreso dai racconti mitologici. Questa è tutta un’altra storia.

Hannah Lynn ci fa fare un tuffo nella vera realtà della “gorgone”. Alcuni credono che mostri si nasca. Il mostro è quella creatura sbarcata sulla Terra per seminare violenza e brutalità. I mostri non provano sentimenti né tantomeno amore per qualcosa o per qualcuno. 

È questa l’immagine sgradevole che l’essere umano si faceva del mostro. Ma Medusa era soltanto una vittima. Erano altri mostri ad averla creata e ad aver infangato il suo carattere, il suo modo d’essere e di fare. La trasformarono in qualcosa di odiabile e terribile. 

Era così raggiante e radiosa da fare invidia a tutte le altre sacerdotesse di Atena, la dea della guerra e della saggezza, la dea che l’aveva aiutata, che l’aveva trasportata fuori da un tunnel tenebroso, la divinità di cui si fidava ciecamente. La dea che la tradì.

Medusa aveva la sfortuna di essere nata bella. Quando lo sguardo colmo di lussuria del dio Poseidone cadde silenzioso su di lei, tutto cambiò. Non si può sfuggire ad un dio, non si può scappare da un suo istinto, da un suo bisogno. L’unico luogo che sembrava sicuro era il tempio della dea Atena. La sua casa, possiamo dire. Il tempio era destinato solo alle donne, ma un dio non si fa di certo dare ordini da un’insulsa sacerdotessa che aveva assunto quella carica per scappare da un matrimonio forzato.

Medusa aveva una sola cosa da evitare: profanare il tempio della saggezza. Invece… Spaventata, tremolante, cadde nella trappola del dio del mare. Una sacerdotessa che sporca il tempio della dea Atena non è degna di essere chiamata tale. Per Medusa era finita, la sua vita condannata per sempre, il suo esistere non aveva più senso. Atena la trasformò nel “mostro” che noi tutti conosciamo.

Medusa passò dall’essere la sacerdotessa disponibile per tutti, pronta a difendere le donne e a sostenerle, al divenire la creatura ripudiata da tutti.

I suoi genitori le voltarono le spalle. Non le voltarono solo alla donna con i serpenti che sibilavano al posto dei capelli, ma soprattutto alla figlia. Per nove mesi Aretafila, sua madre, aveva tenuto in grembo la ragazza ed ora disprezzava lei, ma non gli dei. Gli dei non scontano mai le loro violenze, i mortali sì. Gli dei, come ricchi potenti, decidono per i bambini, le donne, gli emarginati, i rifiutati. E nessuno prova ad alzare la voce contro di loro, perché si è ostacolati dal terrore. Se si prova a proteggere qualcun altro, alla fine si rischia di perdere la vita e tutto ciò che si ha di più caro.

Le sorelle andarono contro Atena, la maledirono e la dea maledì la loro vita. Ora la pelle morbida, liscia e rosa del loro corpo faceva posto a luride ali di uccello.

L’incontro con Perseo si rivelò una fortuna. Perseo, “l’eroe” che uccise la gorgone per salvare la madre dal re Polidette, fece un favore a Medusa. Pose fine a quella che non era degna di essere chiamata vita. Pose fine al suo dolore. Lei non voleva uccidere, ma gli dei e gli uomini l’avevano trasformata in un’assassina e lei era stufa. Perciò Perseo VAI. Vai e racconta a tutti la vera Medusa. Togli il velo che copre il segreto della donna che pietrifica con un solo sguardo. Racconta la verità. Le storie di Medusa non sarebbero più cariche d’odio, ma di rispetto e gratitudine.

Questa è la storia di una donna che fino alla fine si impegnò per aiutare il prossimo. Questa verità si dissolse nel tempo. La storia di Medusa divenne una storia di buoni e cattivi, di mostri e di eroi, anche se il mondo non sarebbe mai più riuscito a distinguerli.