recensione a cura di Giulia Mariani

“Orgoglio e pregiudizio” non è solo un grande classico della letteratura britannica e mondiale, ma è anche un romanzo rivoluzionario per l’epoca in cui fu concepito.

Scritto da Jane Austen tra il 1796 e il 1797, venne pubblicato solo il 28 gennaio 1813. Il primo titolo che l’autrice diede all’opera fu “First Impressions”, che però decise poi di cambiare con “Pride and Prejudice”, tradotti rispettivamente come “Prime impressioni” e “Orgoglio e pregiudizio”.

Jane Austen nacque il 16 dicembre 1775 a Steventon, nell’Hampshire, e morì prematuramente il 18 luglio 1817 all’età di 42 anni nella cittadina di Winchester, sempre nell’Hampshire.

Nel 1809, dopo la morte del padre, si trasferì dal fratello, a Chawton, dove per la prima volta venne pubblicato “Orgoglio e pregiudizio”.

Quando Elizabeth, la protagonista del romanzo, incontrò per la prima volta il signor Darcy, la prima cosa che le venne in mente fu che era un uomo freddo, il più freddo e distaccato del Derbyshire. Di certo non immaginava che poi avrebbe ricoperto un ruolo fondamentale nella sua vita. Inizialmente l’opinione di Darcy su Elizabeth e la sua famiglia non era da meno. 

Si odiavano, questo era sicuro, ma ogni volta che si incontravano e parlavano o semplicemente si trovavano nella stessa stanza, qualcosa nel cuore di entrambi cambiava radicalmente in modo spropositato ed incontenibile. Tuttavia erano spaventati e bloccati a causa sia dell’orgoglio di tutti e due sia dei pregiudizi di Elizabeth e della sua famiglia nei confronti di Darcy.

 A volte la lettura della narrazione non è molto scorrevole e, secondo me, ci sono alcune parti superflue che la rendono noiosa. Nonostante ciò è comunque un libro molto ben fatto e sviluppato in modo originale.