di Ujala Khurana

Ultimamente la serie televisiva più in voga è Squid Game (“Gioco del Calamaro”).

 Si tratta di un thriller/horror diretto da Hwang Dong-Hyuk che ha attirato l’attenzione di grandi e piccoli. 

La serie è composta da 9 puntate in lingua originale, ovvero il coreano, con la possibilità dei sottotitoli in diverse lingue.

È uscita da poco su Netflix – la prima puntata risale al 17 settembre di quest’anno – ma in breve tempo è diventata un fenomeno di tendenza. 

In questi pochi episodi si parla di una competizione costituita da una varietà di giochi per bambini a cui partecipano centinaia di persone con problemi economici: il premio finale, infatti, è in denaro. 

Solamente una volta che si inizia si capisce che si tratta di un gioco di sopravvivenza: se uno perde una “partita” viene ucciso. A ogni morte vengono aggiunti altri soldi fino ad arrivare ad un totale di 33 milioni di euro (premio finale).

I partecipanti vengono costantemente controllati dai Front-Man, che sarebbero delle guardie vestite di rosso. 

Questa serie tv ha un significato ben preciso: Hwang Dong-Hyuk, il regista, ha voluto mostrare la vera condizione della Corea del Sud, in cui molte persone sono sommerse da debiti. Lui stesso si trovava in condizioni economiche sfavorevoli. In effetti, la serie-tv mostra in maniera efficace un mondo in cui la vita dell’uomo non ha valore: non lo ha per chi organizza la competizione sfruttando il malessere degli altri, ma pure per una società in cui persone disperate, anche per propri errori, ma non solo, invece di trovare aiuto, si vedono quasi costrette ad una sorta di scommessa mortale.

Tra i vari giochi ce ne sono ben due che il pubblico ha amato particolarmente e ha provato a fare (senza punizione mortale!) divertendosi davvero molto.

Il primo è il gioco della bambola, cioè una specie di “Uno,due,tre stella”: la bambola canta in coreano e, quando si gira, i giocatori devono fermarsi, perché sennò vengono uccisi.

Il secondo è il gioco del biscotto: questo consiste nel dare ai giocatori rimanenti un biscotto “Dalgona” (nome del dolce) con sopra una forma, generalmente l’ombrello, il triangolo o il cerchio; lo scopo è quello di staccare la forma dal biscotto con uno spillo senza romperla.

È quasi certo che il direttore di Squidgame stia lavorando alla seconda stagione della serie, visto l’interesse del pubblico. Inoltre questi 9 episodi hanno lasciato degli interrogativi che aspettano di essere risolti. 

Attenzione: per diverse scene efferate e cruente la visione è vietata ai minori di 14 anni.